Ho tutti i libri delle mie vacanze estive di cui parlarvi, ma siccome sono belli ci voglio mettere un pò di attenzione, e quindi per un pò niente post libreschi. Mi diverto a rileggere qualche testo invece.
Ogni tanto ch'o la fissa di certe cose, che magari non sono chissà che o non fanno parte della mia natura. Una di queste sono gli Otto Ohm, gruppettone romano con all'attivo tre album e abbastanza conosciuto anche dal pubblico radiofonico.
Ogni tanto scrivono dei testi che sono delle minchiate pazzesche, ogni tanto invece hanno una poesia sottile, semplice quanto incisiva, facendoti riflettere, con qualche parola, alle piccole cose di ogni giorno. Solitamente gli riescono meglio i testi tristi, anche se su musica allegra. Ve ne lascio due, di cui all'epoca dell'album, mi sono follemente invaghito. (Erano anche belle canzoni, tra l'altro). Una la più conosciuta Fumodenso, l'altra è Senza di noi. Appartengono entrambi a Pseudostereo, che nonostante gli altri e bassi, secondo me resta il loro disco migliore. (2003)
Fumodenso
Tutto quello che amo scompare
Tra il farfugliare delle persone sole
Nel cercare di intuirne un labiale
Non torniamo più gli stessi dopo i tradimenti
La colonia estiva, l’apparecchio ai denti
Quelle piccole sfumature che possono entrare
Tra i nostri sorrisi e tutte le facce più scure
L’utilità di trovare qualcuno che dica ti amo
Senza mai guardarsi intorno e chiedersi cosa facciamo
Per godere dell’alba, del vento che abbraccia la vita
Il profumo dei tuoi capelli rende primavera
Quest’inverno le foglie non cadranno e tu non sarai sola
Nel cercare te stessa tra le note di una viola
Tutto quello che amo scompare
Tra un’ottima amica e una pessima madre
Nell’umbra setto l’ombrellone
La paura di restare soli, il futuro che incombe
Terrorizza chi riempie la sua vita con un niente
E magari ha trovato l’amore e l’ha scansato
Per far posto ad un’altra passione che Io fa sentire rinato
E paghiamo per sentirci uguali
A qualcuno che non ci somiglia mai
Per godere dell’alba, del vento che abbraccia la vita
Il profumo dei tuoi capelli rende primavera
Quest’inverno le foglie non cadranno e tu non sarai sola
Nel cercare te stessa tra le note di una viola
Fumodenso…
Senza di noiLa foga del ritorno degli ottanta
Le insipide mediocri invidie spinte dalla troppa insofferenza
L’arrivismo delle nuove segretarie, le smorfie del dottore
Il culo messo in mostra su di un cartellone
Facili sorrisi a pagamento, di madri compiacenti
Di professori pazzi che nessuno ascolterebbe
Perché ormai si sono persi
In tutte quelle cose che non hanno un senso ed è li che cresce
La voglia di rimanere soli
Di comperare un frigo nuovo
Di fare un figlio avere una famiglia
Di andare in Costa Rica e ritornare ancora
Soltanto per vedere se le cose vanno avanti… senza di noi
La paura del futuro ci deforma, ma ci fa tenere in forma
Sudiamo come pazzi in tute acriliche
E pedaliamo fermi immaginando degli alberi che scorrono
Intorno ad un paesaggio che abbia anche un profumo
Gli aspetti della vita
L’istinto di conservazione
Spingere all’estremo per non sentirti fiero
Tritare tutto quello che puoi fare, farti sentire zero
Per farti stare buono ad immaginare
La voglia di avere ammiratori
Di attraversare il mare su una tavola
Di stringere amicizie coi peggiori
Che ci sentiamo immuni da quello che c’è fuori
Vedere se le cose vanno avanti in questa voglia
Di fare coppia fissa di muovere le cose
Contare i passi e fondamentalmente borbottare
Su quello che succede
In un mondo che non ha sorprese è lecito
Dover improvvisare